Posts Tagged ‘tradizioni’

5 agosto 2009 16:25    |    by Mauro

Domani sera, alle 21, in Piazza delle Fontane Danzanti a Cattolica ritorna la tradizionale Rustida di pesce azzurro con assaggi e vino Trebbiano locale. Ad animare la serata tipica romagnola sarà presente anche una banda musicale folk che porterà convivialità all’evento a ritmo di liscio, mazurka, tango e i balli di gruppo più famosi.

La rustida di pesce a Cattolica è offerta dalle cooperative bagnini che si occuperanno dell’allestimento sulla Piazza 1° maggio dei tradizionali “fuoconi” dove cuoceranno grigliate di pesce che verrà distribuito gratuitamente a tutti i partecipanti. Sarà possibile acquistare boccali di ceramica a ricordo dell’evento e per gustarsi un buon vinello bianco fresco, altro ottimo prodotto tipico del nostro entroterra di Cattolica.

Guarda le foto della Rustida di pesce del 2008.

4 agosto 2009 13:41    |    by Mauro

E’ arrivato Agosto. Ritornano le sagre tipiche di questo mese. Appuntamenti con la cultura, la storia, le rievocazioni storiche.

ottocento festival Saludecio 2009

Dal 6 al 9 agosto, Saludecio, piccolo borgo dell’entroterra di Cattolica, presenta l’Ottocento festival con momenti di prosa, poesia, musica, spettacoli nelle vie del borgo, mercatini e le tradizionali osterie aperte sino a tarda notte per gustare prodotti tipici locali.
L’edizione 2009 del 800 festival di Saludecio è dedicata alla Belle Epoque ed in particolare a Parigi, la ville lumière.

Prenota il tuo hotel per l’Ottocento Festival. A Cattolica, a soli 15 km da Saludecio, scegliete l’Alda Amelia per unire la passione per le sagre ad una vacanza al mare dove tradizione e ospitalità romagnola convivono dal 1921.

Link utili: Comunicato stampaManifesto dell’800 festivalCartolina Ottocento festival

24 febbraio 2009 00:18    |    by Mauro

Tutto cominciò nel lontano 1921, anzi prima. Quando le nostre bisnonne Amelia Melli da Bologna e Francesca Meneghetti da Ravenna, quasi contemporaneamente presero a soggiornare a Cattolica già nota come cittadina balneare. Vi prendeva i bagni il Conte di Beauarnais.
Le antenate usavano affittare un’intera villetta di cui occupavano l’indispensabile per sub-affittare il resto ai bagnanti. Da affitta-camere a pensione il passo fu breve. Mia nonna Lina di ricorda quando alcuni giovani chiesero a sua mamma – Signora perché non fa anche da mangiare? -
La prima licenza porta la data del 1921 ma l’attività inizio certamente prima. La tradizione delle lasagne alla bolognese per il pranzo domenicale, quando erano presenti anche i mariti, è nata forse in casa nostra.

Nacquero così due pensioni che subito si distinsero per l’ottima cucina e con il passare degli anni crebbero con il crescere della notorietà di Cattolica, oltre alla famiglia Marconi fra gli altri avevano qui una villa i Rossi, della Buton, i Fabbri quelli dell’amarena, i Folonari dei vini veronesi. Anche loro fin dall’arrivo si adeguavano con piacere all’uso paesano: calzoni corti e piedi scalzi. La sera per gli adulti, se non dovevano partecipare a feste di un certo riguardo, erano ammessi gli zoccoli.

La pensione Alda, condotta da Francesca, energica ed attiva, un’abile donna di affari, nota a tutti come la signora Meneghetti, arrivò ad ospitare più di 100 persone fra cui diversi stranieri compresi cecoslovacchi, polacchi ed ungheresi. La nonna Lina aveva studiato il tedesco e si occupava delle prenotazioni ma checché ne dica non doveva affannarsi molto: chi soggiornava meno di un mese…era una rarità!

…E la pensione Amelia mandata avanti dalla, altrettanto famosa signora Amelia. Persona affettuosa ed ospitale. Troppo ospitale! Il babbo Aldo e lo zio Guido raccontavano che, pur di trattare bene i clienti, non si curava granchè del guadagno. La pensione Amelia, che non ebbe sempre la stessa sede (ultima al posto dell’attuale Astoria) vantava una rinomata clientela di facoltose famiglie italiane.

Inutile dire che fra le due “mammasantissima” della lasagna, vi era grande rivalità. Tanto da essere entrambe avverse al matrimonio fra i nostri nonni: Giorgio, figlio di Amelia e Lina di Francesca.

Passata l’ultima guerra, la titolare della Pensione Alda, la nonna Ceccia, come la chiamava nostro babbo Aldo, si ritirò a vita privata. E l’attività, nella medesima sede (due villone separate) venne proseguita da Amelia… fornelli e pubbliche relazioni e nonno Giorgio (che aveva un altro lavoro)… ai conti. Fino al 1960, quando, costruito il nuovo edificio, Monsieur Calbi o Herr Calbi (tanti erano i francesi e tedeschi) prese in mano le redini dell’azienda, coadiuvato dai figli. Aldo alle prenotazione, Guido in sala.

Fu lui, il nonno (già al tempo delle villone) per non perdere il notevole avviamento dei due esercizi, che pensò di denominarla provvisoriamente Pensione Alda & Amelia e come tutte le cose provvisorie…

In verità, anche noi, dopo nostro babbo Aldo, ci siamo chiesti se un appellativo più altisonante non avesse fatto maggior presa su potenziali nuovi ospiti quando si trattava di fare pubblicità su giornali o altro ma poi abbiamo concluso che noi non facciamo quasi mai pubblicità, perché ce la fanno i nostri vecchi clienti che conoscono già il perché di questo strano nome… unico al mondo.

E tu che ne pensi?