Posts Tagged ‘Teatro della Regina’

18 settembre 2013 16:36    |    by Mauro

Manifesto Teatro Regina Stagione 2013-2014

Inizia il 20 novembre la Stagione Teatrale 2013-2014 del Teatro della Regina di Cattolica, diretto da Simonetta Salvetti, anche quest’anno curata in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione con la direzione artistica di Pietro Valenti. Nonostante le note difficoltà economiche delle amministrazioni pubbliche, l’Amministrazione comunale ha deciso comunque di credere nel teatro: “Una vera e propria risorsa per la nostra città – spiega l’Assessore alla Cultura Anna Maria Sanchi – i fondi destinati alle attività culturali vengono erogati in misura sempre minore, ma Cattolica continua a dare rilievo al Teatro della Regina, proponendo un palinsesto di altissima qualità, con spettacoli che raccolgono l’apprezzamento di un pubblico vasto ed eterogeneo. Il teatro rappresenta un’eccellenza della cultura italiana e il Teatro della Regina di Cattolica è un punto di riferimento per la provincia di Rimini, l’unico in grado di poter ospitare compagnie rilevanti a carattere nazionale, ecco perché abbiamo ritenuto di dover continuare ad investire in quella che è un’istituzione e un valore aggiunto per la nostra città”.

Stagione Teatrale 2013-2014 del Teatro della Regina di Cattolica

PROGRAMMA STAGIONE TEATRALE: PROSA

mercoledì 20 novembre
MISERIA E NOBILTA’
di Eduardo Scarpetta
regia Geppy Glejieses
con Geppy Glejieses, Lello Arena, Marianella Bargilli
e con Gigi De Luca, Gina Perna, Antonio Ferrante, Gino De Luca
Loredana Piedimonte, Antonietta D’Angelo
Vincenzo Leto, Jacopo Costantini, Silvia Zora
Francesco De Rosa
Teatro Stabile di Calabria

14 novembre 2012 12:27    |    by Mauro

Silvio Orlando al Teatro di Cattolica

La stagione al Teatro Regina di Cattolica riapre con ” Il nipote di Rameau ” interpretato dal noto attore Silvio Orlando.

Il nipote di Rameau di Denis Diderot, capolavoro satirico della seconda metà del settecento è la parabola grottesca di un musico fallito, cortigiano convinto, amorale per vocazione avvolto in un lucido cupio dissolvi.
Nella sua imbarazzante assenza di prospettive edificanti, nella riduzione della vita a pura funzione fisiologica riesce in maniera paradossale a ribaltare la visione del bene e del male, del genio e della mediocrità, della natura umana e delle possibilità di redimerla. Rameau si è offerto attraverso i secoli come un nitido archetipo di libero servo, innocua foglia di fico per padroni a tolleranza variabile. Scorgiamo dietro la sua perversità le paure del filosofo del perdere se stesso e i propri riferimenti etici nell’affrontare un primo embrione di libero mercato delle idee che intuiva stesse nascendo in quel turbolento e fervido scorcio di secolo.
Rameau manca dai nostri teatri dagli inizi degli anni novanta, un ventennio di profonde mutazioni nel corpo della nostra società civile, le sue contorsioni intellettuali quindi assumono nuovo e violento impatto e nuovi motivi di aspro divertimento.