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29 agosto 2010 17:01    |    by Mauro

Esempio di Cheese Cake

Ingredienti:
200 gr. di biscotti integrali
85 gr. di burro o margarina
400 gr. di mascarpone
2 uova
140 gr. di zucchero
400 ml. di panna da cucina
1 vasetto di yoghurt bianco
2 cucchiai di succo di limone

Preparazione:
Sciogliere il burro a fuoco basso e mescolarlo ai biscotti precedentemente sbriciolati in maniera fine per comporre il primo stato del nostro Cheese Cake.

7 febbraio 2010 02:10    |    by Mauro

Mettere insieme avanzi di carne cotta (arrosto, brasato…), mortadella, carne macinata fresca, formaggio grana grattugiato, un uovo, mezzo spicco d’aglio, una manciata di pane grattugiato. Macinare tutto. Amalgamare come se fosse un grande hamburger e cuocere in padella con un filo d’olio in entrambi i lati con coperchio, in modo che la carne lasci i suoi grassi. Prima di servire spargere del succo di limone, che schiarisce la carne…dandogli quel colore simile al cordon del frate.

Ricetta originaria della nonna Lina.

12 marzo 2009 00:14    |    by Mauro

Questa ricetta è tutt’altro che ipocalorica… ma una vera bomba energetica che la amica Ilaria di Bologna ci ha fatto gustare a casa di Laura in una fredda giornata di Gennaio.

Ingredienti:
300 gr. di mascarpone
150 gr. di burro
3 rossi d’uovo
200 gr. di zucchero a velo
150 gr. di cioccolato amaro
1 pacchetto di biscotti Oswego
granella di zucchero colorata

Mescolare insieme tutti gli ingredienti, facendo sciogliere il burro nel microonde e lasciandolo un po’ raffreddare. Unire lo zucchero a velo, mascarpone, rossi d’uovo ed infine i biscotti tritati e il cioccolato amaro.

Fare delle palline di cioccolato e rotolarle nella granella colorata.

Lasciare riposare in frigorifero per un’oretta.

Se avanza dell’impasto, o se vi siete stancati di fare palline di cioccolato, potete sempre fare un energetico e potente salame di cioccolato mettendo l’impasto su un foglio di velina trasparente.

In questo lasciare riposare in congelatore così da poter tagliare più facilmente il salame a fette con un coltello.

11 marzo 2009 23:49    |    by Mauro

La mia carissima amica Romina è allergica all’uovo. Allora mi sono messo subito alla ricerca di una ricetta di un buon dolce per l’amica.
Ho cercato su internet, in biblioteca, tra i miei corsi di cucina e alla fine sono riuscito a trovare la ricetta….in casa, o meglio parlando con la Wally (chi è stato all’Alda Amelia la conosce bene), la nostra governante e responsabile del front-office d’estate in hotel.

Ecco le dosi:

280 gr. di farina
100 gr. di mandorle
180 gr. di burro
50 gr. di zucchero

Mettere tutti insieme gli ingredienti e preparato l’impasto, metterlo in forno a 180° (pre-riscaldato) per 5 minuti.

Appena tirati fuori, metterli nello zucchero a velo.

24 febbraio 2009 00:18    |    by Mauro

Tutto cominciò nel lontano 1921, anzi prima. Quando le nostre bisnonne Amelia Melli da Bologna e Francesca Meneghetti da Ravenna, quasi contemporaneamente presero a soggiornare a Cattolica già nota come cittadina balneare. Vi prendeva i bagni il Conte di Beauarnais.
Le antenate usavano affittare un’intera villetta di cui occupavano l’indispensabile per sub-affittare il resto ai bagnanti. Da affitta-camere a pensione il passo fu breve. Mia nonna Lina di ricorda quando alcuni giovani chiesero a sua mamma – Signora perché non fa anche da mangiare? –
La prima licenza porta la data del 1921 ma l’attività inizio certamente prima. La tradizione delle lasagne alla bolognese per il pranzo domenicale, quando erano presenti anche i mariti, è nata forse in casa nostra.

Nacquero così due pensioni che subito si distinsero per l’ottima cucina e con il passare degli anni crebbero con il crescere della notorietà di Cattolica, oltre alla famiglia Marconi fra gli altri avevano qui una villa i Rossi, della Buton, i Fabbri quelli dell’amarena, i Folonari dei vini veronesi. Anche loro fin dall’arrivo si adeguavano con piacere all’uso paesano: calzoni corti e piedi scalzi. La sera per gli adulti, se non dovevano partecipare a feste di un certo riguardo, erano ammessi gli zoccoli.

La pensione Alda, condotta da Francesca, energica ed attiva, un’abile donna di affari, nota a tutti come la signora Meneghetti, arrivò ad ospitare più di 100 persone fra cui diversi stranieri compresi cecoslovacchi, polacchi ed ungheresi. La nonna Lina aveva studiato il tedesco e si occupava delle prenotazioni ma checché ne dica non doveva affannarsi molto: chi soggiornava meno di un mese…era una rarità!

…E la pensione Amelia mandata avanti dalla, altrettanto famosa signora Amelia. Persona affettuosa ed ospitale. Troppo ospitale! Il babbo Aldo e lo zio Guido raccontavano che, pur di trattare bene i clienti, non si curava granchè del guadagno. La pensione Amelia, che non ebbe sempre la stessa sede (ultima al posto dell’attuale Astoria) vantava una rinomata clientela di facoltose famiglie italiane.

Inutile dire che fra le due “mammasantissima” della lasagna, vi era grande rivalità. Tanto da essere entrambe avverse al matrimonio fra i nostri nonni: Giorgio, figlio di Amelia e Lina di Francesca.

Passata l’ultima guerra, la titolare della Pensione Alda, la nonna Ceccia, come la chiamava nostro babbo Aldo, si ritirò a vita privata. E l’attività, nella medesima sede (due villone separate) venne proseguita da Amelia… fornelli e pubbliche relazioni e nonno Giorgio (che aveva un altro lavoro)… ai conti. Fino al 1960, quando, costruito il nuovo edificio, Monsieur Calbi o Herr Calbi (tanti erano i francesi e tedeschi) prese in mano le redini dell’azienda, coadiuvato dai figli. Aldo alle prenotazione, Guido in sala.

Fu lui, il nonno (già al tempo delle villone) per non perdere il notevole avviamento dei due esercizi, che pensò di denominarla provvisoriamente Pensione Alda & Amelia e come tutte le cose provvisorie…

In verità, anche noi, dopo nostro babbo Aldo, ci siamo chiesti se un appellativo più altisonante non avesse fatto maggior presa su potenziali nuovi ospiti quando si trattava di fare pubblicità su giornali o altro ma poi abbiamo concluso che noi non facciamo quasi mai pubblicità, perché ce la fanno i nostri vecchi clienti che conoscono già il perché di questo strano nome… unico al mondo.

E tu che ne pensi?