Archive for the ‘Cucina romagnola’ Category

26 maggio 2007 16:51    |    by Mauro

Da pochi anni è tradizione nella gran parte dei ristoranti di Cattolica offrire a fine cena il tradizionale limoncino. Questa è la ricetta che Mamma Francesca, amica di famiglia, ci ha trasmesso.

Spelare i limoni (solo il giallo) e metterli nell’alcol a macerare per almeno 15 gg. (ogni giorno ribaltare 1-2 volte il contenitore). Fare bollire acqua e zucchero. Mescolare. Fare raffreddare. Unire l’alcol, dopo aver scolato le bucce. Mettere in congelatore.

Ingredienti della ricetta del limoncino:
1 litro di alcol
700 gr. zucchero
1 litro e mezzo acqua
8 limoni (non trattati)

16:48    |    by Mauro

L’Hotel Alda Amelia insieme al maestro di cucina Stefano Piva propone l’iniziativa “Cattolica in pasta”, con la quale oltre a godersi una vacanza al mare, si ha la possibilità di frequentare un corso per fare la pasta in casa.
L’Italia è la patria della pasta, declinata in mille forme e ricette diverse. Splendida sintesi di abilità manuale, ingredienti semplici e genuini e una tradizione secolare…come all’Alda Amelia di Cattolica che dal 1921, ha sempre puntato e curato la gastronomia, la buona cucina, le tradizioni e l’immancabile ospitalità romagnola.

I corsi, di taglio esclusivamente pratico, hanno luogo presso la sede della Scuola, dove l’allievo avrà a disposizione tutta l’attrezzatura necessaria.
I formati di pasta sono: impasto base all’uovo, tagliatelle, tagliolini, pappardelle, quadrucci, piadina romagnola tradizionale, impasto base farina e acqua, impasto base colorato, strozzapreti , gnocchi ecc.

I corsi, da martedì a venerdì, avranno durata di 3 ore nelle ore pomeridiane o serali e saranno aperti ad un massimo di 10 partecipanti. I costi sono di 35 euro a lezione.

Le prenotazioni ai corsi sono possibili con un preavviso di almeno 36 ore. Per maggiori informazioni visitate la Scuola che insegna la Pasta e basta!

10 maggio 2007 10:02    |    by Mauro

A grande richiesta la ricetta della piadina romagnola, che per il suo sottile spessore si distingue dalla piadina che si serve da Cesena in sù, verso Nord. La piada o piadina che si mangia in tavola a Cattolica e Rimini è leggera e sottile. E’ conosciuta anche come piadina riminese.

Ricetta della piadina romagnola o piadina riminese

Scaldate mezzo litro abbondante di acqua a cui aggiungerete un cucchiaio da tavola di sale e un pizzico di bicarbonato (facoltativo). L’acqua può essere sostituita del tutto o in parte con del latte intero.

Versate su un piano la farina a pioggia, per darle aria. Formate uno scavo al centro, nel quale verserete l’acqua calda e immergetevi lo strutto cercando di scioglierlo completamente. Impastate energicamente il tutto fino a renderlo omogeneo ma non eccessivamente morbido.

Dividete l’impasto in 9 rondelle da tirare poi col matterello fino a uno spessore di circa mezzo centimetro. Fin quì la stessa tecnica della pasta fatta in casa.

Per la cottura, in mancanza di una vera teglia (piastra di ferro, anticamente di terracotta) si può usare anche la bistecchiera da porre su un fornello a gas. La teglia, che da noi si chiama teggia, non deve essere troppo sottile e va tenuta a una temperatura non troppo alta. Una volta sul fuoco il vostro capolavoro va mosso spesso e rigirato con una forchetta. La piadina infatti deve essere cotta fuori e dentro. A questo punto, quando le bolle in superfice sono bruciacchiate, la piadina, o piada, è pronta per essere gustata.

Con che cosa ? con tutto ciò che vi aggrada: oltre al classico prosciutto crudo e allo stracchino fanno parte della storia della piada le erbe lessate di campagna (con un po’ d’aglio), i sardoncini arrosto o le salsiccie. I giovanissimi assicurano che è OK anche con la Nutella. La buona piadina deve essere mangiabile anche da fredda, appetibile anche il giorno dopo, se appena riscaldata.

Se non vi è riuscita bene: dopo la dose di strutto provate a variare la consistenza dell’impasto ma sopra tutto la temperatura di cottura.

Ingredienti per realizzare la ricetta della piadina romagnola, o piadina riminese.

900 gr. di farina (meglio se Tipo 0)
150 gr. di strutto

09:27    |    by Mauro

- E scarpègn (crespigno – sonchus oleraceus, dal latino erboso) è pianta autoctona. Tra le erbe è la metafora dell’uomo romagnolo, come Crespigno, in dialetto romagnolo Scarpegntra la piante potrebbe essere il gelso: arcigno, dal fusto tozzo, lento a crescere e che, improvvisamente, in primavera con i rami che arrivano all’infinito, diventa bello e duttile. Non è un caso che le foglie del gelso rappresentano la ghiottoneria per il baco da seta, uno dei filati adatto ad avvolgere l’anima.
Il suo meglio, e scarpègn, simile ad un eroe della mitologia greca, lo dà da giovane, quando è fresco e tenero. Le foglie crude in insalata mista sono ottime. Ma la sua prelibatezza è cotta, un condimento semplice: olio di oliva ed aglio, da mettere in mezzo alla piadina. In molti, lo usano anche per fare le frittate e per zuppe e minestroni. I boccioli, sotto sale, rappresentano un surrogato dei capperi. Invece, le radici, tostate, possono sostituire il caffè.
Grandi le proprietà dello scarpigno: digestive, depurative, diuretiche, ipoglicemizzanti e lassative.

12 aprile 2007 23:31    |    by Mauro

Allora, la ricetta che oggi vi propongo è una di quelle facilissime, ma gustosissime: un primo alle verdurine…
Ingredienti: cipolla, funghi freschi, zucchine, asparagi, basilico, erba cipollina.
La cucina italiana parte dall’immancabile soffritto di cipolle, dove andrò a far cuocere per 10 min. i funghi freschi (lavati e tagliati), le zucchine tagliate a dadini e gli asparagi.
Nel frattempo taglio le carote e le zucchine a julienne, ossia a lunghe strisce sottili…verdure che vado ad aggiungere, passati i 10 min., alle altre verdure.
Attendiamo ancora 5 minuti e poi aggiungiamo il basilico e l’erba cipollina. Ed ecco concluso il nostro sughetto alle verdurine.
Sono consigliate le pappardelle o tagliatelle.
Slurp!

Buon appetito.