Commento sulla Notte Rosa

4 luglio 2010 11:28    |    by Mauro

Riporto il commento che Andrea Gnassi, segretario provinciale del Pd di Rimini, ha espresso sulla Notte Rosa, che si concluderà stanotte…dopo 3 giorni di spettacoli e di eventi che hanno coinvolto tutta la Riviera adriatica, Cattolica compresa. E’ curioso comunque perché si continui a parlare di “notte”, al singolare, quando l’evento è durato per un lungo weekend.

Ce la siamo tenuti stretta. Proprio così, la Notte Rosa è dentro di noi, dentro la nostra città, la nostra terra. Da scommessa che era, oggi non è solo per chi viene da fuori il Capodanno dell’estate ma un sentimento comune e di comunità. Molti hanno fatto la Notte bianca, la più famosa in Europa, quella di Parigi celebrata attorno al mito della Ville Lumiere e della Torre Eiffel. Poi Roma che la costruisce sul mito della città eterna, del Colosseo, che si rinnova con arte e musica. Noi non siamo Parigi o Roma. Ma la nostra torre Eiffel, il nostro Colosseo è dentro ogni persona della nostra terra.
Il monumento interiore che ognuno di noi ha nel sangue è la disponibilità a capire gli altri, ad accoglierli. Con un colore, il rosa. Rimini e la riviera lo esprimono nello stesso istante, nello stesso giorno.
Il rosa. Capace di esprimere qualità opposte a quelle che la vecchia foto del divertimentificio e della notte oscura ci assegnava. In altre parole, tutti insieme, tutti protagonisti allo stesso modo, hanno dato un colore alla nostra identità. Il rosa perché interpreta qualità vere della nostra terra: è gentile, dolce, divertente, esprime complicità, voglia di incontrarsi. In tempi di crisi economica e di rapporti sociali lacerati sarà anche un evento, sarà solo per qualche giorno ma pochi sono quei territori che con una botta d’orgoglio sono capaci di far ritrovare fiducia e rapporti attraverso un’idea e un colore. La Notte Rosa, costruita sul nostro carattere, sulla nostra identità, ha la sua forza nel fatto che ognuno lo interpreta come gli va, con il lavoro che fa, offrendo il prodotto che propone con quel tocco magico di una tonalità cromatica. Dalle categorie e dai privati che fanno sistema, alla ragazzina con la parrucca in testa, all’anziana in battigia con la maglietta rosa, dall’azdora, all’artista ai media, all’abergatore con il pink week end. Le proposte musicali e culturali che sfatano il mito che un evento popolare non possa essere di qualità, insieme al teatro e alla poesia che danno ‘profondità’ nei luoghi della nostra storia e insieme ancora il protagonismo di comitati, grigliate di pesce e leggerezza. Un altrove irripetibile, dove ‘alto e basso’ non si guardano male ma si cercano, si tengono e fanno la differenza, offrendosi a chi viene da fuori e facendoci noi che siamo dentro per una volta sentire più uniti

Il Gambero Rozzo...rosa

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